Editoria

La passeggiata a braccetto di Prodi e Donzelli

Appare difficile immaginare due personaggi politici più distanti tra di loro rispetto a Romano Prodi e Giovanni Donzelli. Il primo è considerato il padre nobile del Partito Democratico; quando parla sentenzia, ad ogni occasione si autocandida, con unico concorrente il collega di partito Carlo Cottarelli, alla carica di Presidente della Repubblica. Poi si vota e la ruota riprende a girare. Giovanni Donzelli sembra Giamburrasca, sempre sopra i toni, con la sua irriverenza copre il vuoto cosmico che lo circonda. Prodi è professore, Donzelli non è laureato. Prodi è di sinistra, Donzelli è di destra. Il primo è sempre politicamente corretto, il secondo mai. Prodi è scontato, Donzelli sorprende (quasi sempre in male). Ma tra le tante diversità una cosa in comune questi due personaggi l’hanno trovata. Il disprezzo per l’informazione o, meglio, per chi la fa. Prodi perde la pazienza perché una giornalista gli pone una domanda. Le tira anche i capelli, ma questo è il meno, anche se è il massimo per uno che gioca sempre a fare il buonista, tocca una donna, diventando così più politicamente scorretto di Sgarbi. Ma il punto non è che un politico non può alzare le mani sulle donne, questo diamolo per scontato, ma l’atteggiamento di un rappresentante delle istituzioni rispetto ad una semplice domanda di un giornalista. La domanda può essere pertinente, intelligente, stupida, ma rientra nella libertà di espressione porre domande e la stampa deve essere libera di porre domande. Ma per Prodi una domanda, se non comoda, diventa un’offesa e perde il lume della ragione. Il giovane Donzelli, invece, decide che lui non parla con i giornalisti se tra di loro c’è uno che lui ritiene “un pezzo di merda”. Anche qua non sono i termini quelli che andrebbero considerati, ma l’atteggiamento. Un politico ha l’obbligo di confrontarsi con la stampa, quella comoda e quella scomoda. E’ sicuramente legittimato a pensare che un giornalista sia, parole sue, “un pezzo di merda”, ma poi avrebbe l’obbligo di ascoltarlo e di rispondergli. L’aggressività dei politici, in tutto il mondo, nei confronti dell’informazione non amica rappresenta un vulnus della democrazia che rischia di diventare inestirpabile. E questo lo testimoniano gli atteggiamenti della strana coppia, per una volta sodale, Prodi – Donzelli.

Enzo Ghionni

Recent Posts

I contributi vanno indicati nella nota integrativa

Nell’imminenza dell’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024, ricordiamo che sulla base dell’l’articolo 1, commi…

17 ore ago

Se l’intelligenza artificiale rischia di spegnerci la musica

L’intelligenza artificiale stona e adesso fa tremare pure i musicisti. Le composizioni, a chiamarle così,…

3 giorni ago

Barachini sblocca i fondi a Dire: “Ora tocca all’editore”

Il governo sblocca i fondi a Dire, adesso la palla passa all’editore. L’annuncio del sottosegretario…

4 giorni ago

Fenagi applaude: “Stanziamenti per edicole una boccata d’ossigeno”

Fenagi applaude allo stanziamento da dieci milioni a favore delle edicole. Per i giornalai si…

5 giorni ago

L’annuncio di Barachini: “Dieci milioni per le edicole”

Arrivano dieci milioni per le edicole, ecco l’annuncio del sottosegretario Barachini. L’esponente del governo in…

5 giorni ago

Mattarella incontra gli editori: “Pensiero per governare l’Ai”

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella incontra gli editori e ribadisce l’importanza, strategica, di avere…

6 giorni ago