“È stata una scelta di Ncd che rispettiamo e apprezziamo”, si è limitato a commentare il premier. Ma le dimissioni di Gentile non sono altro che un passo falso per il governo e uno schiaffo per Angelino Alfano.
“Torno a fare politica nelle istituzioni, come segretario di presidenza, e nella mia regione, come coordinatore regionale – ha scritto Gentile nella lettera di dimissioni inviata a Renzi – aspettando che la magistratura , con i suoi tempi che mi auguro siano più brevi possibile, smentisca definitivamente le illazioni gratuite di cui sono vittima”. È durato soli tre giorni. Stasera, però, ha deciso di lasciare la carica da sottosegretario. Una sconfitta per il Nuovo centrodestra e, soprattutto, uno schiaffo per Alfano che aveva indicato il suo nome per affiancare Maurizio Lupi al dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Proprio per questo le dimissioni di Gentile potrebbero incrinare gli equilibri del governo dal momento che il patto tra Renzi e Alfano sono stati siglati anche sulla base della spartizione delle poltrone. A conti fatti il presidente del Consiglio non ha mai preso posizione sul caso Gentile sollevato negli ultimi giorni dai suoi stessi compagni di partito.“La notizia – ha esultato il deputato piddì Dario Ginefra – è cosa buona per il governo”. Sulla nomina del sottosegretario all’Infrastrutture erano piovute critiche da tutti i fronti mettendo in seria difficoltà l’esecutivo appena formato da Renzi. Sul presidente del Consiglio era arrivato il pressing della minoranza del Partito democratico che, a gran voce, chiedeva a Gentile di far un passo indietro. Ma il partito di Alfano aveva lanciato l’altolà facendo scudo al suo sottosegretario e difendendolo da quella che il coordinatore del partito Gaetano Quagliariello aveva definito una “corsa a precipizio che di questo passo si sta compiendo verso la barbarie e l’asservimento della politica a operazioni di altra natura”. Renzi sembra, così, aver ceduto alle pressioni del Pd che adesso proverà a piazzare al governo un altro uomo del Nazareno. Come ricorda il procuratore Dario Granieri all’Ansa, Gentile non è indagato nell’inchiesta sulle pressioni esercitate per non far pubblicare la notizia che il figlio del parlamentare è coinvolto nell’indagine sugli incarichi da parte dell’Azienda sanitaria. “Lo ha fatto per il bene comune e con grande generosità”, ha commentato Alfano convinto del fatto che “il tempo gli darà ragione”. Intanto, Ncd subisce una clamorosa sconfitta a livello di immagine. (Il Giornale)
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