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Arriva Rigotti ed “EPolis” riparte

Ripartirà a breve, anche se la data è ancora top secret, la distribuzione del quotidiano “EPolis”, dopo che varie vicissitudini gestionali ne avevano bloccato le pubblicazioni lo scorso 17 luglio. Il quotidiano fondato da Nichi Grauso e distribuito tramite la dubbiamente proficua “distruzione mista” (free press distribuita in alcuni punti nevralgici delle grandi città e 50 centesimi per copia nelle edicole) aveva smesso d’essere stampato a causa di problemi legati al bilancio e dai dati di vendita non esaltanti ma, soprattutto, per via di un’insolvenza tra il quotidiano e lo stampatore, Umberto Seregni, che, seguendo le indiscrezioni, vanterebbe un credito che si aggira sui 21 milioni di euro.Un bilancio 2006 in rosso per 1,5 milioni di euro, Nichi Grauso sempre meno convinto di riprendere la propria avventura, sembrava davvero finita per “EPolis”fino alla svolta.
Il salvatore dell’avventura risponde al nome di Alberto Rigotti, 57 anni, finanziere trentino, fondatore della banca d’affari Abm Merchant e vicepresidente di Infracom, la società tramite la quale ha messo le mani su “EPolis”. La società ha rilevato (l’ufficializzazione è stata data 3 giorni fa), per 50 milioni di euro (sborsati, di tasca propria, a quanto pare, dal finanziere), il pacchetto azionario di maggioranza del giornale, pari al 75% del totale, lasciando il restante 25% nelle mani di Grauso. Il prossimo 10 settembre, inoltre, si riunirà l’assemblea straordinaria degli azionisti, durante la quale sarà decretato il necessario aumento di capitale per riprendere l’attività, aumento di 19 milioni di euro: 10 finanziati da Rigotti, i restanti dal fondatore. Nichi Grauso, quindi, resterà all’interno dell’organigramma del giornale, con un ruolo, a detta del nuovo patron, di primissimo piano: “Grauso ricoprirà un ruolo operativo di primo piano. Per noi è importante la sua capacità di visione e di intercettazione dei fenomeni e delle tendenze, un contributo che cercheremo di valorizzare in tutti i modi”. Per un punto fermo che resta, però, un altro certamente muterà: la tanto criticata “distribuzione mista” sarà messa da parte e rimpiazzata con una nuova strategia, sulla quale vige ancora il riserbo: “Nei prossimi gironi vedremo. […] ci sono ancora diverse opzioni e anche altri canali alternativi che si potrebbero utilizzare”.

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